Antonio Bifulco: intervista


La collaborazione con la redazione di PQEditori ci permette di ripresentarVi oggi una bella intervista realizzata con il disegnatore Antonio Bifulco:

 

Ci parli della sua formazione

Antonio Bifulco: Dopo essermi diplomato al liceo classico mi iscrissi alla facoltà di scienze naturali. Mentre frequentavo il secondo anno, venni convinto da alcuni amici ad iscrivermi all’accademia. Durante il periodo dell’accademia conobbi Ernesto Pugliese, disegnatore di Brendon che mi diede numerose indicazioni sul disegno e sul mondo del fumetto, ed ancora oggi lo definisco il mio supervisore esterno.

A quale scuola grafica o artista si ispira

Antonio Bifulco: All’inizio della mia carriera mi ispiravo a vari disegnatori americani come Micheal TurnerJim Lee, e ai disegnatori di corpi femminili come CampbellAdam Hughes; successivamente approfondendo gli studi anatomici ho riscoperto disegnatori italiani come Claudio Villa e il mio maestro Ernesto Pugliese che in un primo momento avevo tenuto in secondo piano, a questi ho affiancato anche alcuni autori della corrente realista americana ed inglese.

 Quale ritiene essere l’elemento attrattivo del tratto supereroi stico

Antonio Bifulco: Il dinamismo, come diceva Manara in occasione del suo lavoro con Claremont sugli X-Men, l’elemento più difficile da approcciare nel comics è il dinamismo dei  personaggi e delle tavole. Quando si guarda un film prettamente americano lo spettatore deve rimanere incollato alla sedia per seguire il susseguirsi delle scene, lo stesso concetto è visibile anche nel mondo del fumetto americano.

Quale ritiene essere l’elemento caratterizzante del suo tratto

Antonio Bifulco: Quando ero all’inizio della mia carriera la cose che mi venivano, quasi sempre, poste come “punti di forza” delle  mie tavole erano il lay-out e la cura dei dettagli, per quanto riguardava il primo ci si riferiva, in particolare, alla capacità di rendere immediatamente leggibili le azioni/avvenimenti principali della tavola nel modo più naturale,  scorrevole e rapido possibile. Per quanto riguardava il secondo ci si riferiva alla particolare cura o quantità di dettagli più “subdoli” che riuscivo ad infilare in ogni singola vignetta o nella totalità della tavola che aiutavano il lettore a meglio comprendere aspetti meno evidenti o meno immediati di ciò che veniva raccontato nella tavola. Come già menzionato in precedenza ho sempre cercato di dare massima importanza al lay-out in qualità di base di partenza  e struttura portante della tavola.

Ci parli delle sue prime esperienze professionali

Antonio Bifulco: La prima esperienza professionale è stata presso una piccola casa editrice di Aversa (provincia di Caserta), dove entrai come chinatore e colorista, per poi passare al layout e alle matite. Presso questa casa editrice sono stato colorista in una testata, matitista in un’altra e layouter in una terza; le produzioni erano abbastanza varie, si andava dal supereroi stico al fantasy per approdare a testate a tema storico e western. Dal punto di vista editoriale l’esperienza non fu straordinaria, perché la distribuzione degli albi fu alquanto circoscritta, ma mi permise di partecipare a manifestazioni e convention come addetto ai lavori e non semplice lettore. La qual cosa mi permise di stringere i rapporti con i primi editori importanti.

Lei ha lavorato con realtà estere molto importanti, come è relazionarsi con certi colossi del settore

Antonio Bifulco: Il primo incarico per un editore estero fu per la Universal come Concept Artist, si trattava di una produzione cinematografica, per me significava affrontare un lavoro nuovo rispetto alla mia esperienza avuta con il fumetto. Inoltre lavorare con gli americani, in particolare con certi colossi incute sempre un po’ di timore, ma l’esperienza fu molto positiva. Successivamente ho lavorato per la DC Comics con lo sceneggiatore John Escobales e numerose collaborazioni freelance con case editrici più o meno importanti. La cosa che più mi ha colpito è stata la grande richiesta di tavole in tempi ristretti, senza però intaccare la qualità del lavoro.

Ci parli del suo ultimo lavoro Tales from Neverland

Antonio Bifulco: Durante il San Diego Comic-Con del 2009 mi venne proposto dalla Zanescope di realizzare Agon, attualmente questa serie è stata sospesa in attesa di un periodo editoriale più favorevole. Contemporaneamente mi occupavo come caracter desiner dei personaggi della serie Neverland. Al New York Comic-Con del 2010 la Zanescope mi propose di lavorare su Tales from Neverland. Appena tornai a casa cominciai a realizzare il lavoro, in quanto i tempi erano molto ristretti, tant’è vero che alcune tavole sono state affidate ad un altra disegnatrice europea. Lavorare su questa miniserie è stato molto gratificante, perché la copertina è di Al Rio che è un dei miei disegnatori preferiti.

Quando vi sono contrasti sulla realizzazione di una tavola tra il disegnatore, lo sceneggiatore o la redazione come si cerca di risolvere la problematica

Antonio Bifulco: Per antonomasia l’editore ha sempre l’ultima parola, in quanto è lui che investe sul progetto e applica la sua etichetta all’opera. Di solito, la discussione si riduce tra lo sceneggiatore e il disegnatore, dove il disegnatore propone alcuni esempi su come sia possibile realizzare la cosa e si riesce a capire qual è il modo migliore di farla, ovviamente quando lo sceneggiatore o l’editore si puntano su una data vignetta il disegnatore deve cercarli di accontentarli.

Cosa ne pensa delle trasposizioni cinematografiche dei fumetti

Antonio Bifulco: Il cinema sta dando una grande mano al fumetto, in quanto riesce ad avvicinare un pubblico vastissimo ai nuovi personaggi o filoni narrativi. Ovviamente, quando si affrontano personaggi come Spiderman, I Fantastici 4 o nel cosa più italiano Dylan Dog,  sono personaggi che hanno una genealogia molto complessa, che derivano da periodi culturali e filoni artistici anche molto lontani nel tempo, il che rende molto difficile realizzare un prodotto che metta d’accordo i vari tipi di fan. Sono convinto che i film tratti dai fumetti hanno il compito di attrarre nuova gente verso un dato personaggio,e non solo chi già lo conosceva e lo amava attraverso i fumetti. Inoltre, i fan di un dato eroe di carta dovrebbero essere soddisfatti di vedere che grandi mayor investano tanto tempo e risorse per dar vita all’eroe preferito.

Ci parli dei sui progetti futuri

Antonio Bifulco: Attualmente sto lavorando su “The Complex” con lo sceneggiatore Ryan Matta per Image, del quale abbiamo ultimato il primo numero, questo progetto mi terrà occupato ancora per un po’ di tempo. L’altro progetto al quale mi sto dedicando è per la DC con la collaborazione di Escobales alla sceneggiatura, al momento non posso dire molto, tranne che non sarà un superoistico, ma si svolge in quella parte dell’universo DC che si occupa di spionaggio, pirateria, terrorismo ecc… Infine ci sono alcuni progetti freelance da realizzare, ma essendo solo alle fasi iniziali preferisco non parlarne.

Di Garofalo Ivano e Vitolo Pasquale

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